Un premio che riconosce non soltanto la qualità della scrittura, ma la capacità di trasformare la cronaca in una riflessione civile. A Giardini Naxos il sociologo, saggista e giornalista Francesco Pira, docente dell’Università di Messina, ha ritirato il Premio Mare Nostrum 2026, nella sezione dedicata agli articoli giornalistici.
Il riconoscimento è stato assegnato per “Mediterraneo, la nostra frontiera morale”, pubblicato su La Sicilia il 22 agosto 2026. A consegnare la coppa e la pergamena è stata Maria Teresa Prestigiacomo, presidente dell’Accademia Euromediterranea delle Arti, che nella motivazione ha evidenziato la capacità di Pira di raccontare “il nuovo volto di un Mediterraneo, antico crocevia di culture”, mettendo al centro il rapporto tra sicurezza e umanità.
È proprio questa la cifra del lavoro di Pira: leggere i fenomeni sociali senza fermarsi alla superficie della notizia. Nel suo articolo il Mediterraneo diventa una vera frontiera morale, un luogo nel quale le migrazioni, le tragedie e le paure collettive chiamano in causa il modo stesso con cui una società sceglie di guardare l’altro.
Nel corso della cerimonia, Pira ha richiamato il rischio che il migrante diventi un bersaglio sul quale proiettare ansie e fragilità, sottolineando la necessità di recuperare la capacità di guardare alle persone e alle loro storie.
Un riconoscimento, dunque, che valorizza il giornalista, ma anche il sociologo capace di andare oltre il fatto e interrogarsi su ciò che il fatto racconta della società. E lascia una frase che è insieme titolo, denuncia e auspicio: “Il Mediterraneo non più un mare di morte ma di speranza”.
